Bimestrale di informazione economica

 
Home page
Presentazione

Arretrati e abbonamenti

E-mail

Archivio

Riviste
Argomenti
Ricerca semplice
Ricerca avanzata
News

 

24/9/2013 – Formazione professionale: Barberis, Governo sbaglia a finanziare ammortizzatori in deroga a scapito crescita professionale lavoratori

 

«Le politiche del lavoro più efficaci per agevolare la collocazione al lavoro dei giovani e dei meno giovani, oltre alla crescita professionale dei lavoratori, fanno perno sulle attività di formazione. Un grande piano per la qualificazione e riqualificazione della nostra forza lavoro verso quelle competenze e professionalità che creano le condizioni per trovare un lavoro, è uno dei presupposti, insieme alla ripresa degli investimenti produttivi, per la crescita occupazionale dell'Italia. Per cogliere tale opportunità, tuttavia, sono indispensabili significative risorse economiche da investire allo scopo. Per questa ragione è assolutamente inaccettabile che il Governo abbia deciso, già questa estate, di dirottare 246 milioni di euro dai fondi interprofessionali al rifinanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga».
Lo ha detto Carlo Barberis, patron di ExpoTraining, la prima fiera della formazione professionale in Italia, la cui terza edizione si svolgerà a Milano, presso la Fiera Milano City, dal 16 al 17 ottobre.
«Non vorrei – ha aggiunto Barberis – che tra i nostri politici si consolidasse il metodo del ricorso alla soluzione più semplice, ma anche più deleteria per il Paese, per affrontare le esigenze di cassa dello Stato, con il ricatto dei tempi stretti. La decisione di togliere risorse ai fondi interprofessionali per finanziare altre partite del bilancio statale ha rappresentato un gravissimo precedente, e se si dovesse ripetere sarebbe la condanna definitiva per la ripresa dell'Italia. Significa che siamo davvero alla frutta. I soldi per far quadrare i conti – ha concluso il patron di Expo Training – vanno trovati, ma bisogna tagliare i costi improduttivi, gli sprechi e i privilegi e non toccare più i soldi per il futuro dei nostri figli».